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a chiesa di San Francesco in Narni, edificata nel luogo in cui l’Assisiate stabilì il primo “locus” minoritico, è un grande edificio a tre navate, caratterizzato da una duplice sequenza di pilastri cilindrici, che sostengono degli archi. La navata centrale, coperta da tetto a capriate, termina con un grande arco poligonale. Fu costruita sin dalle origini per le esigenze di una grande comunità minoritica Conventuale (che lo abitò sino al 1860) e di un vasto auditorio di fedeli. Numerose cappelle - edificate tra il sec. XIV e il sec. XV - moltiplicano lo spazio interno del sacro ambiente.
La facciata dell’edificio, di ascendenza romanica nell’arco a tutto sesto e nell’uso di elementi stondati negli strombi, mostra la sua fattura trecentesca negli spigoli vivi degli stipiti e dell’archivolto.
Sopra il portale era un rosone e due finestre arcuate disposte ai lati; a sostituire il rosone è oggi un finestrone quadrangolare non inerente al periodo.
Tra il portale ed il finestrone è una nicchia sormontata da un baldacchino sostenuto da due colonne di forma diversa; nella nicchia è dipinta la “Madonna di Loreto”.
Alla chiesa era annesso un convento, le cui strutture trecentesche esistono ancora sotto il vasto rimaneggiamento ottocentesco.
L’interno della sacra aula mostra un austero abside semicircolare con volte a crociera, la cui costruzione risale agli anni 1324-1337.
Interessanti sono gli affreschi votivi osservabili sui pilastri, attribuibili ai secc. XV-XVI:
-“Annunciazione”: l’angelo annunziante genuflesso contro una tenda, sorreggendo un cartiglio ed atteggiando la mano destra in gesto di “parola”, si rivolge alla Vergine assisa su una cattedra, intenta alla lettura; dalle nubi sporge la mano dell’Eterno.
-“Crocifissione”: Cristo crocifisso tra due Santi, uno dei quali regge un cartiglio.
-“Madonna col Bambino”: Madonna in trono col Bambino e un donatore inginocchiato presso il trono.
-“Figure di Santi”: sovrapposti in tre strati; visibile un dragone accucciato.
-“Disegni” con studi preparatori di affreschi.
-“San Tommaso”: raffigurato con il cartiglio recante il suo nome e la mano destra sollevata in atto di toccare il costato.
-“San Pietro”: raffigurato con le chiavi e un libro.
-“Madonna col Bambino e Santi”: San Francesco e Sant’Antonio Abate (?)
. Al di sopra, un frammentario tardo affresco.
-“Madonna col Bambino e Santi”: San Francesco e Sant’Antonio Abate.
-“San Francesco”: reca, nella mano destra, la croce di fondatore di un Ordine religioso e nella sinistra il testo della Regola francescana; in ginocchio è il committente dell’affresco.
-“Tre Santi”, di cui uno martire (Santo Stefano).
-“San Rocco”: in abito di viandante con il cane.
-“Due Santi”: Sant’Antonio Abate e Santo Martire.
-“Madonna col Bambino tra Santi”: la Madonna regge il Bambino che si aggrappa alla scollatura tra un Santo Vescovo (Sant’Agostino?), e un Santo Monaco (Sant’Antonio Abate?).
-“Santissima Trinità fra Santi”: l’Eterno in sembianze di Cristo, regge il Cristo crocifisso, al di sopra del quale è la colomba dello Spirito Santo, tra Sant’Andrea con croce e pesci, ed un Santo domenicano con libro (Domenico o Tommaso d’Aquino?).
La sacrestia, ingentilita da un ciclo di affreschi di Alessandro Torresani, a detta del Guardabassi, era «completamente istoriata nel volto e nelle pareti, ma furono questi affreschi ricoperti di bianco;
mercè alcuni saggi mirasi sulla parete sinistra: all’ingresso nella I° istoria
- L’Epifania e dietro a piccole figure
- La fuga in Egitto. II° istoria
- La discesa della manna.
Parete di fronte, lateralmente: San Pietro e San Paolo.
Parete d'ingresso:
- Il presepe; opera della scuola degli Zuccheri» (M. Guardabassi, Monumenti Pagani e Cristiani dell’Umbria, 1872).
Di grande interesse è la cappella Eroli, affrescata dopo il 1461 da Pierantonio Mezastris, su commissione dello stesso Berardo Eroli;
in essa sono raffigurati:
“San Bernardino ed il Miracolo della donna risanata”;
l’ “Incontro tra San Bernardino e Celestino V”;
“San Francesco che caccia i demoni dalla città di Arezzo”;
il “Sogno di Innocenzo III”.
Pregiatissima è la tela di Antonio da Ghirardi raffigurante la “Natività della Vergine”.
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Narni, chiesa di San Francesco d'Assisi; "Affreschi"
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Paolo Rossi
paolorossi62@tele2.it
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